Ministero delle politiche agricole alimentari e forestali
Commissione Europea
Rete LEADER

TIPOLOGIA D'INFORMAZIONE



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Titolo Progetto Studio di fattibilità per un Bio-Distretto dell’Appennino Bolognese
Acronimo -
Misura 19.2
Tipologia Cooperazione
Stato attuazione in corso di attuazione
Risorse totali 94.350
Risorse pubbliche 94.350
Risorse private 0
Link https://progettodistrettobio.bolognappennino.it/evoluzione-struttura-progetto-distretto-biologico-appennino-bolognese/
https://www.bolognappennino.it/wp-content/uploads/2018/12/Scheda-descrittiva-Studio-fattibilit%c3%a0-Biodistretto.pdf
SchedaLink alla Scheda Progetto
Descrizione progetto Le finalità del progetto mirano da un lato alla qualificazione di imprese locali che siano in grado di operare sul territorio in modo sostenibile sia da un punto di vista economico che ambientale, dall'altro mirano a rendere il territorio collinare-montano un territorio percepito come luogo altamente salubre e sostenibile che possa produrre uno sviluppo anche a fini turistici.L’obiettivo è valutare la capacità del territorio in termini di produzioni biologiche, le infrastrutture già presenti per la trasformazione delle stesse, la possibilità di creare e/o avviare filiere locali biologiche, l’interesse a aumentare il consumo a livello locale con particolare riferimento alle mense scolastiche e alla ristorazioni locale. Per avviare tale processo è necessario creare una rete collaborativa di soggetti impegnati nella realizzazione di un sistema produttivo sostenibile, valorizzare e sviluppare lo stesso promuovendolo anche a fini turistici. Gli obiettivi posso essere sintetizzati come segue: 1. VALORIZZARE LO STANDARD AMBIENTALE APPENNINICO E LE BUONE PRASSI ECO-SOSTENIBILI: documentare e comunicare le buone prassi ambientali utilizzate nelle imprese agricole, agroalimentari, extra agricole, nelle amministrazioni pubbliche del territorio; 2. FAR CONOSCERE I VALORI DELLE IMPRESE AGRICOLE ED EXTRA AGRICOLE APPENNINICHE: promuovere nelle comunità, nei mercati vicini e lontani, nelle scuole e nelle istituzioni la conoscenza dei prodotti certificati biologici, delle tradizioni agroalimentari montanare, della biodiversità agricola appenninica, dell’artigianalità locale, dei correlati valori di naturalità, salubrità e qualità. Inoltre sostenere la formazione di reti commerciali autogestite, di filiere corte agroalimentari, di mercati agricoli urbani, di contratti di fornitura con mense pubbliche locali; 3. INTEGRARE L‘OFFERTA TURISTICA: incentivare e sostenere l‘integrazione delle aziende agricole ed extra agricole portatrici di distintività appenninica nel comparto turistico locale, migliorando e diversificando l‘offerta di servizi, raccordandoli con le iniziative e i progetti degli operatori turistici, con i progetti delle amministrazioni pubbliche, con gli itinerari appenninici e con i programmi di promozione della Destinazione Turistica Bologna Metropolitana; 4. DISSEMINAZIONE DEI RISULTATI E AVVIO DI BUONE PRASSI: sensibilizzare e coinvolgere in una cabina di regia unitaria tutte le componenti necessarie: le Unioni di Comuni, i singoli Comuni, le Associazioni agricole ed extragricole del territorio, le Associazioni degli operatori biologici, i Consorzi di tutela delle produzioni tipiche, i consorzi e le società di gestione ambientale, le aziende agroalimentari locali, le aziende extra agricole impegnate nelle produzioni ambientalmente sostenibili, le istituzioni scolastiche, l’Università, l‘associazionismo e il volontariato ambientale e di promozione culturale della storia locale. 5. IDENTIFICAZIONE DI AREE PILOTA OMOGENEE: definire nel dettaglio le caratteristiche delle aree pilota per sviluppare, in una seconda fase, buone prassi sia in termini produttivi sia di consumo locale
Risultati attesi I risultati previsti sono i seguenti: ‒ Mappatura e quantificazione delle produzioni biologiche e promozione ed aumento delle potenziali produzioni con tecniche biologiche; ‒ Qualificazione e valorizzazione del territorio attraverso l’evidenziazione delle peculiarità ambientali e produttive sostenibili; ‒ Qualificazione e valorizzazione del sistema produttivo locale; ‒ Creazione di un’identità locale fondata sulla sostenibilità ambientale e sociale: diffusione delle buone pratiche agronomiche, risparmio energetico, gestione delle mense pubbliche; ‒ Analisi del sistema distributivo locale; ‒ Miglioramento della percezione territoriale dell’Appennino Bolognese da parte di esterni; ‒ Identificare n. 3 aree pilota per verificare l’opportunità di avviare il percorso per il riconoscimento a Biodistretto.
Risultati conseguiti
Criticita rilevate La mancanza di un normativa nazionale che regolamenti i distretti biolgoci rende la definizione tecnco-amministrativa più complessa e che dovrà certamente tenere conto delle eventuali leggi adottate in futuro adeguando lo strumento creato. Sono emerse, inoltre, piccole realtà produttive qualificate che, a seguito dei costi di certificzione, non riescono ad veder gratificata sufficientemente la loro qualità. In questo caso verificheremo la possibilità di attivare una forma di certificazione collettiva per agevolare queste micro realtà produttive.
Soluzioni proposte Parteciperemo al tavolo di lavoro organizzato dalla Regione Emilia Romagna per la definizione di una legge regionale sui Distretti Biologici e valuteremo una forma di certificazione partecipata da adottare nell'ambito del Distretto Biologico.
Valore aggiunto Leader Il progetto prevede due fasi: la prima riguardava lo studio di fattibilità per verificare se ci fossero le condizioni per candidare il territorio a Distretto Biologico, conclusa positivamente.La seconda, in fase di attuazione, di accompagnaento alla candidatura attreverso la costituzione di un Comitato Promotore, la redazione dei documenti strategici e attuativi. Grazie alla rete costituita dal GAL è stato possibile coinvolgere e sensibilizzare in maniera diretta più di 350 soggetti oltre a tutti gli enti locali del territorio di pertinenza del GAL. L'attività di animazione è sfociata nella Costituzione di un Comitato promotore (attualmente partecipato da 120 aderenti) che avrà il compito di arrivare alla costituzione ed al riconoscimento del Distretto Biologico.
GAL
Temi
  • Sistemi locali del cibo, distretti, filiere agricole e agroalimentari
Metodologia
Obiettivi
  • Incremento del benessere economico
  • Miglioramento della qualità della vita e del benessere sociale
  • Riduzione della vulnerabilità ambientale

Approfondimenti






Progetto finanziato con il contributo FEASR (Fondo europeo per l'agricoltura e lo sviluppo rurale) nell'ambito delle attività previste dal programma Rete Rurale Nazionale 2014-2020.
Piano biennale 2021-2023 Scheda Progetto CREA 19.1 Rete Leader